Mio figlio morde e picchia me e i bimbi: Tata Simona mi spiega perchè e cosa fare

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Care mamme

Il titolo di questo post è esattamente il problema che ho.

Da quando l’Unnino (compirà 2 anni a gennaio) va al nido, ha iniziato a mostrare reazioni aggressive verso i bimbi, prima, e verso noi, dopo.

Prima settimana: morsi ai bimbi.

Seconda settimana: botte ai bimbi e a noi.

Noi, io + l’Homo + le educatrici + la babysitter, abbiamo cercato di mettere in pratica un piano d’azione congiunto: spiegargli che non si fa in modo risoluto e deciso, con sospensione delle attività e, nei casi peggiori, castigo per qualche minuto.

Solo che, se i morsi sono stati abbandonati al momento, le botte sono sempre presenti, soprattutto con noi adesso (e meno coi bimbi).

Ecco perchè ho pensato di chiedere aiuto. E l’ho fatto chiedendolo a Tata Simona (Simona Capria) 🙂

Simona non solo è stata super-veloce nella risposta ma anche molto disponibile e gentile: una vera sorpresa per una Tata che si può tranquillamente definire una “star” del web e della TV 🙂

Vi riporto qui quindi quanto chiesto alla mitica Tata e quanto lei mi abbia risposto, sperando possa essere utile non solo per me ma anche per quante di voi si ritrovino nella mia stessa situazione.

Emy:

Cara Tata Simona,

Mio figlio ha 22 mesi e va al nido da un paio di settimane e si sta rivelando un po’ manesco con gli altri bimbi, ammette di dare “botte” sebbene noi non gliene diamo; 

è capitato -molto raramente- che gli abbiamo dato piccole sculacciate o buffetti sulle manine in caso di pericolo, ma abbiamo capito velocemente l’errore e non lo abbiamo mai più fatto; invece privilegiamo il dialogo e continuiamo a provare a migliorarci giornalmente come genitori.

Continuiamo a dirgli che non si fa, che le botte non si danno, parlandogli guardandolo negli occhi. Mio figlio sa che non si danno le botte, eppure lui continua a dire “Botte si!!” poi dice scusa (“tuuuuuta!”).
Adesso, dopo qualche giorno che al nido ogni tanto reagisce male, ha iniziato a farlo anche a casa.

E’ un bimbo molto solare, socievole, affettuoso, dispensa sorrisi a tutti, ma da quando è al nido e sta coi bimbi, reagisce sempre male a tutto quello che non risponde alle sue pretese. Ci sono momenti in cui vedo che lo fa come un gioco, momenti in cui lo fa quando è particolarmente arrabbiato: in questo secondo caso non tanto con me, quanto con le cose.

Normalmente io mi impegno a spiegargli, parlargli, anche ignorarlo. Di solito ad un certo punto smette.

Immagino che coi bimbi però non possa essere così…

Tata Simona:

I bambini, quando sono molto piccoli, non hanno la capacità di comunicare verbalmente ciò che provano e quindi spesso agiscono con il corpo esprimendo le loro emozioni, questo esclude la possibilità che si tratti di aggressività, semplicemente hanno bisogno di capire come gestire al meglio la loro fisicità e devono aquisire gli strumenti comunicativi più efficaci e validi.

Questa premessa mi è sembrata importante per permettere ai genitori di comprendere meglio i loro figli senza etichettarli come “aggressivi” in maniera impropria, ma è comunque comprensibile la preoccupazione di mammme e papà che devono gestire questi eventi e non sanno come fare.

Innanzitutto è importante confrontarsi con le educatrici del nido, babysitter, nonni e tutti coloro che gestiscono la quotidianità del piccolo, così che insieme si possa costruire un “progetto educativo” unico e coerente che permetta al bambino di comprendere come  gestire al meglio le sue emozioni, ricordate sempre che non esistono emozioni buone o cattive, ma solo i comportamenti che ne derivano possono essere negativi. I bambini devono sentirsi in diritto di esprimere tutto ciò che provano, anche rabbia, tristezza e gelosia; ma quando i loro gesti diventano aggressivi allora l’adulto deve spiegare loro che non è il giusto atteggiamento, ma soprattutto devono dargli alternative su come potrebbero gestire quel momento.

La cosa importante è che i bambini abbiano chiare le alternative  che si possono attuare, perchè sgridarli senza dargli altri strumenti validi per cambiare il loro comportamento non sarebbe utile.

Spiegate che quando subiscono un’ ingiustizia  possono venire da voi a raccontarvi l’accaduto e insieme troverete una soluzione,  impostate insieme le regole di gioco prima di iniziare così che sappiano come comportarsi, mantenete sempre ciò che promettete, la coerenza e la costanza dei vostri comportamenti renderanno più chiaro il messaggio.

Quando nonostante tutto avvengono situazioni in cui i bambini mordono e picchiano, il primo atteggiamento deve essere comprensivo e paziente spiegando che non si fa e che la prossima volta mamma e papà si arrebbieranno, la seconda volta il tono sarà più deciso e fermo, alla terza il bambino verrà allontanato da ciò che sta facendo e verranno messi via i giochi che stava utilizzando; quando l’aggressività avviene nei confronti dell’adulto, quest’ultimo dovrà allontanarsi dicendo che non gli piace giocare con chi picchia e fare altro per 5 minuti, successivamente tornare dal bambino e chiedergli se è disposto a giocare ancora, ma questa volta con le regole giuste.

Insomma gli strumenti più validi come sempre sono il dialogo, l’esempio e la coerenza.

Emy:

Effettivamente non avevo pensato a dare un’alternativa: quale potrebbe essere secondo te un’alternativa per mostrare/esternare/sfogare la rabbia?
E come faccio a spiegarglielo bene, essendo così piccolo? Capisce tutto, se io sono in grado di spiegarglielo 🙂

Tata Simona:

Cerca di anticipare l’arrivo della crisi di rabbia profonda perché ad un certo punto non è più possibile comunicare con loro (sono troppo presi dall’emozione).
Puoi contenerlo fisicamente e dirgli che comprendi la sua rabbia e sai che è una sensazione brutta quindi se vuole puoi prenderne un po’ tu stando abbracciati.
Se non accetta il contenimento fisico lascialo sfogare e poi con calma gli dici che la rabbia e’ una brutta sensazione è che se vuole la prossima volta può prendere un grande cuscino che userà ogni volta che ha tanta energia da sfogare e può “arrabbiarsi” con il cuscino ma solo con lui…
Poi le alternative sono moltissime solo tu conoscendo il tuo bambino puoi immaginare cosa può aiutarlo a sfogarsi.
Ho parlato di questi suggerimenti al nido e con la babysitter: proveremo tutti a seguirli e a provare a dargli le alternative che gli mancano.
La cosa più difficile è capire che il mio Unnino abbia difficoltà a reagire alle emozioni o a controllare il suo modo di giocare e che io non sia ancora in grado di aiutarlo in questo percorso di crescita e consapevolezza: imparerò, spero!
Magari prima che mi mandi all’ospedale ahahahah
A parte gli scherzi: mio figlio è un bimbo veramente molto dolce, affettuoso, ride sempre ed è molto “fisico” nelle sue manifestazioni d’affetto (chissà da chi avrà preso… 😀 ); di conseguenza non potevo immaginare che non fosse “fisico” anche nelle sue manifestazioni di rabbia e/o gioco.
Ha ragione Tata Simona: solo io posso sapere cosa possa aiutarlo a sfogarsi: è che adesso non mi viene in mente molto eheheheh Ma ci sto lavorando! Giuro!
Che fatica far la mamma e non fare errori grossolani nei confronti dei propri figli e dei loro equilibri, mamma mia…

Voi come avete affrontato situazioni simili?

Un abbraccio a tutte!

E…Simona: GRAZIE DI CUORE!

*emy*

Comments

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Emy
Emy
Una vita nel digitale (con specializzazione YouTube)/Mamma/Blogger/SerieTv addicted/ Babywearer

10 Comments

  1. LaSam ha detto:

    Grazie perché è molto utile. Anche se i Cinni non picchiano nè me nè i bambini, hanno però crisi di rabbia in cui lanciano le cose in malo modo. Io non so come reagire a parte sgridarli che è l’istinto che mi esce per primo…poi cerco di spiegargli i comportamenti che non sono appropriati ma a me sembra che gli arrivi solo il concetto e non la spiegazione! Insomma da quando hanno due anni mi sembra tutto difficilissimo…alla faccia di chi mi continua a ripetere che il peggio è passato!!! Mi sento sempre meno adeguata nel ruolo di mamma 🙁 annamo bene…

    • AmicheMamme ha detto:

      Cara Sam ♥ anche unnino tira le cose. E anche io come te spiego, sgrido. Ma non avevo mai pensato a dare le alternative di cui parla la tata! Quella del cuscino è favolosa! Da ieri abbiamo il “cuscino delle botte” 😀 ora devo capire come fare con il lancio delle cose 😀 potrei usare lo stesso cuscino come valvola di sfogo. Solo che unnino tira tutto anche senza essere arrabbiato… -_-^

  2. […] Finchè non ha iniziato a dare morsi e botte ai bimbi (nel giro di due settimane eh!) -> qui i consigli di Tata Simona […]

  3. mia ha detto:

    salve. Il mio bimbo ha 13 mesi e oggi ha morso una bimba, ma morsa bene e per due volte. L’ho brontolato ma credo di aver sbagliato modi. Solo che il mio piccolo morde da tempo e non so più come fare a non fargli fare così! Morde se non gli fai fare ciò che vuole e la bimba morsa aveva la colpa, secondo Lui, di non lasciargli libero un palo di un gioco al giardino! Mi sono sentita una pessima madre. Aveva morso più volte noi. Purtroppo ho una situazione familiare pesante. Ci stiamo lavorando e impegnando per dare al mio piccolo il meglio, ma non è facile. Non ho aiuti ed ho fatto del mio meglio, ma mi sa che ho sbagliato molto. Non credo che il cuscino potrebbe funzionare vista l’età del mio bimbo? Cosa potre fare e come? Cosa proporre? Dovrei sgridarlo e come o Cosa? Aiutatemi! Il mio bimbo ovviamente non è solo tanto fisico, è un bimbo dolce e affettuoso. Tanto allegro e vivace, ma anche tanto tanto tenace! Come affrontare la sua irruenza fisica e caratteriale? Grazie a tutte!

    • amichemamme ha detto:

      Ciao Mia!
      ho letto adesso, maledette notifiche che non funzionano 🙁
      Come è andata in queste due settimane?
      Hai provato a lasciarlo da solo quando morde, giusto qualche secondo, per fargli capire che sta esagerando?
      non darti colpe, sei una donna normale 🙂 anche se lo rimproveri non succede mica nulla di male! :*

  4. […] È una fase, stai tranquilla, non vergognarti, non sei l’unica. Soprattutto nella fase tra i 2 e i 4 anni tutti i bimbi hanno reazioni violente nei confronti di qualcosa che non capiscono. Non essere arrabbiata con te stessa, e neanche con tuo […]

  5. Ale ha detto:

    Grazie per i racconti e i consigli. Mio figlio ha 3 anni e ha cominciato la scuola materna in questo modo. Pugni, qualche morso, arrampicandosi per i cancelli. Poi ancora a casa lancia i giochi (da arrabbiato e non) e non riesce a trattenersi con il dar sberlette, anche al fratello più grande di due anni, a volte con aria di gioco.
    Ma a scuola l’aria di gioco non viene percepita e la maestra mi ha richiAmata dopo un mese giá 4 volte e ora mi dice di sentire uno specialista.
    Ora noi stiamo provando i metodi tranquilli. Prima devo ammettere che ci arrabbiavamo di più. Ma ora siamo li a spiegarli, a contenerlo , gli spiego di amdare in camera a riflettere (ma esce subito). Con la rabbia abbiamo un libro “che rabbia!” E allora quando è arrabbiato o da uno schiaffo di rabbia o sta per entrare in crisi di rabbia gli parlo del mostro rosso…che a lui fa un certo effetto. Ma poi ricomincia dopo un pò e non posso mai lasciarlo a giocare con altri perché dopo un pò sento che scatta .
    La mia domanda è, com’è ora tuo figlio? Ha imparato a contenersi ? Con senno di poi che consigli daresti?
    A volte il mio dubbio sia di essere più dura. Ma so che poi se son dura mostro rabbia e non mi pare di dare un buon esempio. Allora se sono calma mi sembra che lui noj senta chiaro il messaggio. È difficile fare tutte le tappe di distanziarlo quando c’è anche suo fratello. A volte mi chiedo anche se non si senta frustrato a forza di essere ripreso. È due anni ormai che siamo li a dire no questo e no quello… e vedo solo un leggero miglioramento. 🙁 spero che siete ancora in ascolto. Grazie a tutti

    • Le Briscole ha detto:

      Cara Ale,

      ci spiace non averti risposto prima, ma siamo state assenti dal blog ultimamente.Spero che siate riusciti a risolvere un po’ la situazione.

      Sicuramente il fatto di avergli detto “e questo no, e quello neanche” lo farà sentire frustrato. E te lo dico perché anche io prima col mio primogenito ero troppo “così”.
      Nel mio caso il figlio maggiore con la sorellina più piccola ancora adesso non riesce a trattenere la rabbia per bene, e a volte la lite diventa “brutta” ed esagerata.Secondo me ha una sorta di gelosia inconscia che ancora non riesce a superare; sto continuando a lavorarci, cercando di spiegare come sia giusto affrontare la rabbia. Anche perché ricordiamoci, dobbiamo crescere gli uomini di domani.

      Hai provato a fargli fare una disciplina sportiva? Magari ha molta energia e non sa come convogliarla, e trova sfogo nel momento di rabbia.
      Hai provato tu stessa ad essere più serena? Intendo dire, non pensare che scoppierà la lite di lì a poco; magari lui percepisce un certo nervosismo che si ripercuote sul suo comportamento.

      Per il suo comportamento all’asilo, beh… le maestre sono lì anche per insegnare ai bambini. Purtroppo l’estrema vivacità ed esuberanza viene etichettata come “problema”. Provate a parlare con uno specialista, proprio per essere sicuri anche voi. Se il problema è “l’aggressività”, magari riuscirà a darvi la chiave su come affrontarla, prima di tutti a vostro figlio, e a voi di conseguenza.

      Fateci sapere!
      Vi mando un abbraccio virtuale forte forte.
      Lav

  6. chiara80 ha detto:

    Salve, ho un bimbo di 4 anni che ha difficoltà nel linguaggio e per questo seguito da una logopedista. Molto spesso morde, spinge o picchia i bambini all’asilo e anche la sorellina di 17 mesi sulla quale si riflette poi questo atteggiamento. Per quanto cerchiamo di parlargli e fargli capire che non si fa, lo facciamo sedere sulla scala a riflettere o gli togliamo anche i giochi a lui preferiti sembra che tutto gli scivoli addosso. Per favore dateci un consiglio.

    • Le Briscole ha detto:

      Carissima Chiara80,

      perdona il nostro ritardo nel risponderti, ma in questi mesi siamo state inattive sul blog.
      Speriamo davvero che abbiate trovato una soluzione, perché riusciamo a capire perfettamente la situazione.

      Purtroppo non siamo né educatrici né psicopedagogiste, semplici mamme che come te cercano di creare meno danni possibili arrivando a fine giornata col fiatone.

      Magari bisogna avere solo molta pazienza perché ricordiamoci che vostro figlio ha solo 4 anni. una cosa sicura da fare è mantenere la calma più assoluta. E cercare di affrontare il discorso con fermezza, magari dopo aver superato la crisi (tipo che ne so, a letto prima di dormire leggete insieme un libro sulla gestione della rabbia), e insegnare che certi atteggiamenti non sono giusti, e che deve imparare a controllarsi.

      Facci sapere come va!
      Lav

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