6 consigli per gestire fuori casa un bambino in “fase aggressiva”

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6 consigli per gestire fuori casa un bambino in “fase aggressiva”

BIMBOALPARCO

Stamattina sono stata al parco e ho assistito a qualcosa che mi ha fatto venire l’idea per la scrittura di questo post.
Due bambini stavano giocando tranquilli alla casetta di legno, ma poi uno ha iniziato a colpire l’altro innescando così un litigio, il tutto davanti alle mamme. Capita spesso che i nostri figli abbiano degli atteggiamenti aggressivi nei confronti di altri bambini: tirano la sabbia negli occhi degli altri, spingono dallo scivolo, non aspettano il proprio turno e spingendo si fanno strada, rubano i giocattoli e dicono parolacce (succede anche questo!), e quelli più grandi hanno atteggiamenti da bullo. Allora cosa possiamo fare noi genitori? Ecco allora qualche suggerimento.

Devo dire che personalmente i miei figli non sono mai stati particolarmente aggressivi, soprattutto fuori casa. Mi è capitato che avessero disobbedito, a volte hanno avuto qualche reazione rabbiosa, ma trattare male gli altri mai. Questo non vuol dire mica che i bambini per così dire “aggressivi” siano il male, assolutamente! Magari reagiscono così di fronte ad una situazione che non sanno come affrontare. Allora noi genitori abbiamo il dovere di fare da guida e cercare di aiutarli nella crescita.

Partiamo dal presupposto che quando nostro figlio fa male ad un altro bambino, ci  sentiamo mortificate. Mortificate nei confronti del bambino, e ancora più mortificate nei confronti dei genitori del bambino. La comprensione è alla base di tutto. Perciò, se capita che un bambino faccia male a nostro figlio (morsi, spinte, botte) COMPRENDIAMO LA MADRE, che sicuramente in quel momento si sente UNA CACCA. Essere comprensive anche con una mamma sconosciuta, può aiutare quella mamma a superare quel momento imbarazzante e di crisi.
Fortunatamente ci sono delle cose che si possono fare per arginare le reazioni aggressive di un bambino quando ci sono altri bambini (quindi per esempio al parco, o in ludoteca): vi avviso, non sarà sempre facile, non è un metodo infallibile, ma  sono dei suggerimenti che possono essere d’aiuto.

  1. INTERROMPETE SUBITO L’ATTIVITÀ DI VOSTRO FIGLIO. Stava giocando allo scivolo? Bene, portatelo via e fatelo sedere accanto a voi; stava giocando nel recinto di sabbia? Idem, niente sabbia. L’intento è quello di affrontare la situazione e spiegarvi “da vicino”, non metterlo in punizione.
  2. PARLATE IN MODO CHIARO. “Noi non spingiamo/mordiamo/tiriamo i capelli/graffiamo i bimbi. Tu sei felice quando succede a te? Noi non facciamo male agli altri. Volevi fare male a quel bambino?” TENETEVI FORTE PERCHÉ POTREBBE ANCHE DIRVI DI SÌ. In ogni caso, ripetete il concetto che non bisogna far male agli altri, se è grande abbastanza FATELO SCUSARE.
  3. TORNATE A CASA. Un bimbo che inizia a mordere o colpire gli altri bambini (senza alcuna ragione apparente) probabilmente è stanco, ha fame, sete o è troppo galvanizzato. Riportarlo nella tranquillità dell’ambiente familiare lo farà calmare.
  4. ESAMINA LA VOSTRA QUOTIDIANITÀ. C’è qualcosa che possa aver turbato la tranquillità di vostro figlio? L’arrivo di un fratellino, un trasloco, il cambio di scuola, un amichetto che è andato via sono tutte situazioni che possono creare delle reazioni negative nei nostri bambini. PARLARE IN MODO SEMPLICE È L’UNICO MODO PER AFFRONTARE LA COSA. A volte la tristezza viene fuori come rabbia, basta saperlo spiegare.
  5. NON PERDETE LA PAZIENZA. E quindi non rimproveratelo davanti ad estranei, non gridate, niente botte, perché questo potrebbe aggravare la situazione. Calma e sangue freddo, guardate di nuovo il punto 1. E 2. E 3.
  6. NON PENSARE CHE SIA COLPA TUA. Non è che fai schifo come genitore, non sei un MDM (mamma di merda) per questo. Tutti i bambini, più o meno, danno botte, mordono, strillano. È una fase, stai tranquilla, non vergognarti, non sei l’unica. Soprattutto nella fase tra i 2 e i 4 anni tutti i bimbi hanno reazioni violente nei confronti di qualcosa che non capiscono. Non essere arrabbiata con te stessa, e neanche con tuo figlio.

Lo so, a volte la frustrazione prende il sopravvento, ma stai tranquilla. E se per caso sei la mamma del bambino appena morso, colpito, fai un favore a te stessa: STATTE ZITTA! EVITA COMMENTI POCO FELICI (del tipo “che maleducato!”)  EVITA OCCHIATACCE O OCCHI A PALLA,  E FAI UN BEL SORRISO! Sì, perché un sorriso può voler dire “Stai tranquilla, ti capisco, è tutto a posto. Forza!”

Lav

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