Il magico potere del riordino dei giocattoli dei bambini: Marie Kondo lèvate!

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Il magico potere del riordino dei giocattoli dei bambini: Marie Kondo lèvate!

L’estate per me è sempre stata la stagione del BUTTIAMO QUELLO CHE NON MI SERVE. Cioè, io posso avere mille cose, ma il senso di leggerezza che mi dà ELIMINARE QUELLO CHE NON USO non me lo dà mettere in ordine. 

Comunque, fatto sta che la scorsa settimana ho guardato i giocattoli dei bambini e ho detto: È PROPRIO ARRIVATO IL MOMENTO DI RIORDINARE. E voglio dire con questo, tirar fuori tutti i cassetti, contenitori, libri e sacche per controllare i giochi UNO PER UNO ed eliminare quelli rotti o inutilizzati.
Ovviamente questo è un lavoro che fare con loro in giro diventa impossibile. Perché per loro ogni cosa “Uh! Che bello! Ecco dov’era! Mamma giochiamo?” e io mi ritrovo invischiata in corse con auto, Barbie da pettinare, animali che ruggiscono e altre mille cose. E il lavoro si rallenta.
Ma la cosa che davvero mi fa gridare al complotto è che quando trovo per esempio delle macchinine con pezzi mancanti, pupazzetti monchi, costruzioni rotte e io prontamente li metto nel sacchetto del “QUESTO SI DEVE BUTTARE” , partono le proteste, i musi lunghi, i lamenti al grido di “No! Quello è MIOOOO! Non puoi buttarlo!”. “Ma Amore, vedi che è pericoloso? È rotto e potresti farti male…” “Nooooo, ti pregoooo!!! Non lo buttare! (E poi le famose parole) CI SONO AFFEZIONATO“.
Ci sono affezionato mi rimbomba nella testa e mentre guardo quella Lamborghini col parabrezza spaccato, senza 3 ruote, con la carrozzeria rovinata, scuoto la testa incredula.
Certo, sicuramente è difficile staccarsi da determinate cose, lo so anche io. Solo che devo prendere in pugno la situazione. E allora assecondo le lamentele e dico:”Facciamo così: in questo sacchetto mettiamo le cose da rottamare e poi vediamo cosa farne!”, in questo modo ho evitato scene di disperazione. Che poi rifletto “Ma figlio mio, negli ultimi mesi hai giocato pochissimo con le macchinine, adesso fai altro… anzi proprio non te le cachi più le automobiline! Che cosa ti cambia se manca la Peugeot SENZA RUOTE che ti hanno regalato quando avevi 2 anni???”.
Senza contare la carpetta coi disegni: “Mamma, non lo buttare! Questo l’ho fatto alla scuola materna quel giorno in cui pioveva nel corridoio! È questo l’ho dipinto 3 anni fa a casa dei nonni!”. Cristo Santo figlio mio, se sei il nuovo Michelangelo o il nuovo Van Gogh, mi dovrai perdonare! Io non credo che le loro madri abbiano messo da parte tutti i loro disegni… Cioè, per tutta questa roba, dovrei avere UN’ALTRA CASA! Roba da ridursi tipo “SEPOLTI IN CASA”!

Però capisco anche che per i bambini gli oggetti sono legati ai ricordi, e loro sono piccoli per capire il perché magari decido di buttarli, principalmente il pericolo! Poi anche la confusione, il perenne macello in giro, che io metto a posto e poi di nuovo, DOPO 5 MINUTI è tutto punto e a capo. Colpa della piccola che ahimè è ancora nella fase “Che bello buttare in giro i giocattoli, in tutti i luoghi e in tutti i laghi!”.

Comunque, bene o male, sono riuscita nell’impresa: mettere a posto e selezionare i giocattoli e i libri per tipo e per figlio, e a loro insaputa BUTTARE I GIOCHI ROTTI E PORTARE ALLO STUDIO DEL PEDIATRA I GIOCHI IN BUONE CONDIZIONI MA INUTILIZZATI.

E volete sapere una cosa??? Non se ne sono accorti. Né la piccola né il grande. Come si dice… “Molto rumore per nulla!” (Thank You Shakespeare!). E io mi sento più leggera!

Lav

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