Tu non sei sua madre – Cara mamma/moglie ti scrivo…

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Tu non sei sua madre – Cara mamma/moglie ti scrivo…

“Amore! Dove sono le ciabatte? Mi fai un caffè? Non trovo i calzini! Perché le camicie non sono stirate?” e la reazione è precisamente questa.

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A me davvero parte la reazione da Altofuoco alla Carsei!
Perché se da una parte ormai avendo un figlio mi sono resa conto che davvero i maschi non riescono a trovare la roba (poverini, mi sa che è un problema proprio neurologico/visivo/motorio), la cattiva abitudine che hanno (avuto?!?!) le mamme italiane di servire e riverire i propri figli (e parlo dei maschi) RESTITUISCE POI ALLA SOCIETÀ DELLE VERE PIAGHE

C’è un detto “Porci e mariti come li abitui se ne vanno”. A parte il paragone zootecnico, il significato (che può essere tranquillamente esteso a figli, amici, parenti!) è importante: BASTA DARE DELLE BUONE ABITUDINI.
E quindi, caro figlio mio, hai una mamma che si incazza se per caso ti cade il latte per terra e tu non pulisci, se non ti prendi l’acqua da solo, se non metti in ordine i tuoi giochi una volta finito di giocare. Non sei il principino sul pisello solo perché sei maschio, EH NO! Ora vi spiego perché mi è partito l’embolo.

Qualche giorno fa, Adriano stava facendo qualche paginetta del libro delle vacanze, e mentre lui era seduto a tavola gli è cascata la matita per terra. HA CHIAMATO LA SORELLA PER FARSELA PRENDERE.
Ora, PIGRIZIA A PARTE (perché lo capisco che siamo tutti diversi, c’è chi è più attivo e chi meno!) mi ha fatto incazzare terribilmente. Mia figlia l’ha ovviamente ignorato, io gli ho detto “Ma che modi di fare sono? (Ok, confesso ho detto MA CHE MODI DI FARE DA SCHIFO SONO? …Chiedo venia!) Ma ti pare che tua sorella che tra l’altro sta giocando per i fatti suoi debba venire lì e prenderti la matita?!?!?!?!?!?!?!?! Alza le chiappe e prenditela da solo!”.
Niente, mi sono infastidita oltre modo. Perché mi sono immaginata lui fra 30 anni che chiede alla compagna di prendergli le calze dal cassetto, l’acqua dal frigo etcetc. E lei che lo manda a fanchiul. Eh no, TU NON DIVENTERAI UNA PIAGA.
Ne ho parlato con Emy e lei mi ha scritto (sì, eravamo su Messenger) “Quello è colpa del DNA!”. Posto che sì, credo sia così, il DNA può essere migliorato. Perché DOVETE SAPERE CHE ci sono uomini che in casa hanno DAVVERO UN RUOLO ATTIVO: stendono i panni, cucinano, puliscono, stanno attenti a non schizzare la tavoletta (cosa incredibile!!!) PUR LAVORANDO FUORI CASA. E tra l’altro non dovrebbero neanche essere ringraziati. È giusto così. Alcuni non hanno capito che il modello di donna Anni’50 è ormai superato, i tempi sono cambiati. Ok che non tutte lavoriamo fuori casa, ma, oh, il fatto di stare a casa non vuol dire mica che anche voi maschietti non dobbiate fare la vostra parte!
Qualche mese fa è uscito un post diventato poi virale in cui un papà blogger americano descriveva per filo e per segno ciò che penso. E qualche giorno fa è uscita la seconda parte, in cui lo stesso uomo mi dice che ci sono tanti uomini come lui, un sottobosco fatto di PERSONE CONSAPEVOLI, che danno una mano in casa, e senza pretendere un grazie per il lavoro svolto. D’altronde non è scritto da nessuna parte che vostra moglie debba stirarvi le camicie e le magliette per forza. Voi mica stirate le sue! Quindi maschietti, è ora di finirla. E anche per noi mamme, è ora di finirla.

Io mi sto davvero impuntando, UGUALI DIRITTI E UGUALI DOVERI. “Mia cara futura nuora, stai tranquilla che non avrai un altro figlio a cui badare, ma qualcuno che saprà fare da solo e che non si lamenterà se non ha i vestiti ben stirati, perché sarà lui a stirarseli da solo! Perché TU NON SEI SUA MADRE“. E se lo dice anche Jennifer Lopez, amica, PENSACI!

Ora questa cosa che alcuni uomini siano molto, come dire in modo gentile? COCCOLATI mi ha rotto davvero le palle. E io penso di aver trovato la soluzione. TORNARE FIDANZATI. Mi spiego.
Avete presente quanto era bello vedersi che ne so, alla sera dopo una giornata di lavoro, oppure partire insieme per il weekend? Pranzare fuori o andare a ballare ma poi salutarsi e OGNUNO A CASA PROPRIA??? Ecco, l’ho detto. Alla fine se ognuno avesse una casa propria, con il proprio spazio vitale, senza stupide liti per la tavoletta alzata, il disordine in cucina o gli orari inconciliabili, la vita di coppia sarebbe più facile. Perché ognuno dovrebbe occuparsi della propria casa, e lì si vedrebbero i morti e i feriti. D’altronde la coppia più longeva del mondo, MINNIE E TOPOLINO, non si è MAI sposata, non ha mai convissuto, e continuano a stare insieme. Non vivono sotto lo stesso tetto! Minnie da una parte e Topolino dall’altra! Dite “…e i figli?”. Casa sullo stesso pianerottolo. Oppure piano di sopra e piano di sotto. Stessa via.

Ora, a parte gli scherzi e i momenti cazzari e ballerini, LA RIVOLUZIONE SIAMO NOI A DOVERLA FARE! Insegnerò la parità dei compiti, che non è la donna che DEVE fare i lavori in casa, non solo lei; insegnerò l’autonomia, il non dover chiedere “lo fai tu al mio posto perché io non so farlo?”. Ovviamente anche alla figliola: imparerai a mettere l’olio in auto, imparerai a cambiare una ruota e a guidare come un pilota. A tutti e due l’indipendenza.

Voglio dire, non c’è niente di male ad avere cura della casa, delle persone che ci vivono: è la pretesa che mi disturba.
Se tu le cose le pretendi solo perché io sono la donna di casa, eh mio caro hai bisogno di un trapianto cerebrale. Quindi, caro, vedi la polvere sulla libreria? Prendi il mangiapolvere, una pezzuola e taaaac (grazie Renato Pozzetto)! Vedi come si leva facilmente! COOPERAZIONE!!!!

E intanto, amiche, cantate con me :

I ain’t gon’ be cooking all day, I ain’t your mama
I ain’t gon’ do your laundry, I ain’t your mama
I ain’t your mama, boy, I ain’t your mama
When you’re gon’ get your act together?
I ain’t your mama
No, I ain’t your mama
No, I ain’t your mama, no!!!

Lav

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