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Ogni tanto mi soffermo a pensare a quanta sofferenza nel mondo noi uomini siamo capaci di provocare. Inquinamento, sfruttamento, guerre, tutte manifestazioni di odio verso ciò che è diverso, odio nato solo per l’interesse personale, per egoismo e voglia di prevaricazione. E chi ci va di mezzo poi sono proprio i più deboli, chi non ha le armi per difendersi, chi non ha voce ed è costretto a subire, soffrire e morire. Ma voi ci pensate a quanti bambini ogni giorno sono negati i diritti basilari dell’infanzia? Il diritto all’istruzione, il diritto ad avere un tetto sopra la testa, una famiglia, una casa, il diritto di giocare. Sì, giocare.

Il gioco è la manifestazione primaria dei bambini che in età evolutiva attraverso il gioco sviluppano le loro proprietà cognitive, di movimento, il gioco sviluppa la loro sfera emotiva, la loro fantasia e, in fin dei conti… si divertono!

Essendo una manifestazione spontanea dei bambini, tutti i bambini del mondo giocano, anche nelle zone più povere. Non possiamo neanche immaginare quanto il gioco possa essere per loro un modo per evadere dalla realtà, un modo per cercare la felicità. Ho letto un’infografica di Actionaid in cui sono descritti alcuni dei giochi tipici di alcune zone povere del mondo, in cui i livelli di mortalità infantile sono elevati, e sono rimasta stupita dalla similitudine che alcuni giochi hanno coi giochi che io facevo da piccola e che faccio con i miei figli.

Per esempio la mia “caccia al tesoro” in Ghana si chiama “Pilolo”, oppure il “Kukulu” in Etiopia è quasi come il nostro nascondino!

infografica_giochi_bambini

Poi però guardi un po’ sotto e vedi tutti i dati negativi, che fanno venire la pelle d’oca: in Ghana ed Etiopia ( i Paesi che ho preso ad esempio) il tasso di mortalità infantile sotto i 5 anni è elevato, i bambini lavorano, vivono nelle baraccopoli, denutriti, hanno problemi nella crescita. Ecco, e lì il mio cuore si fa piccolo piccolo. Perché dietro alle risate, alla spensieratezza di un bambino che gioca, c’è l’incertezza di poter giocare anche il giorno dopo, proprio perché costretto a lavorare, costretta a sposarsi oppure costretto a letto perché ammalato e debole.Non so a voi, ma questa cosa mi fa montare una rabbia, una tristezza, ho un magone ogni volta… e con questa campagna, ancora peggio. Perché è assurdo pensare che NON TUTTI I BAMBINI DEL MONDO POSSONO GIOCARE. È veramente un controsenso, una completa assurdità.

Anche se siamo lontani però, qualcosa tramite Actionaid possiamo farla. Visitate il sito dedicato alle adozioni a distanza, ve lo consiglio! Non sarà la rivoluzione, ma un piccolo mattoncino per rendere migliore il presente di alcuni bambini.

Lav

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