Sono tornata al lavoro (anche se per poco!) pt.1 – Adolescenti e Social Network

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Sono tornata al lavoro (anche se per poco!) pt.1 – Adolescenti e Social Network

Buongiorno e ben trovati!

Ecco, lo so che è più di due mesi che il blog non è aggiornato, che sul blog non c’è nulla di nuovo, ma lo scorso settembre, e il successivo ottobre sono stati due mesi veramente “strani”.

E voi vi starete chiedendo… “Strani? Perché? Ma come, non aspettavi altro che i figli tornassero a scuola per respirare un po’! Mò questa stranezza cosa è?”. Ecco, forse ho sbagliato il termine, perché non è una vera e propria stranezza, è che io mi sento stranita. 

Stranita perché a volte i cambiamenti sono difficili da affrontare, è vero. Stranita perché invece questi cambiamenti avvengono con una tale naturalezza da spiazzarti.

Stranita perché la scomparsa di una persona cara, carissima, ha fatto più male di quanto avresti mai pensato.

Cambiamenti che parlandoci chiaro non sono altro che ritorni. Ritorno a casa, ritorno a situazioni che non affronti da tempo, ritorno alla memoria di odori, sapori, profumi e temperature che avevi dimenticato per fare posto alla vita TUA.

Quando forse riuscirò ad avere le parole giuste (il che devo dire che non mi capita spesso) e a metterle in un ordine tale che scrivere non faccia poi così male, lo scriverò.

Ma siccome tutti sapete che fondamentalmente sono una cazzarona, e non faccio altro che raccontarvi le tragicommedie della mia vita, vi voglio raccontare cosa è successo questo ottobre 2016.

HO LAVORATO. Ebbene sì, grazie ai santi nonni, lo scorso mese nei weekend ho lavorato alla cassa/infodesk in un luogo di interesse storico/artistico. Oh, va beh, ho fatto i biglietti per far visitare un “monumento”. Comunque, la cosa bella è che ho conosciuto davvero tante persone interessanti, adulti sconosciuti che non fanno parte del gruppo whatsapp delle mamme/papà (…sì, vi racconterò anche di questo!), ho affrontato situazioni al limite dell’assurdo e, UDITE UDITE mi sono resa conto che riesco a fare i conti giusti e a dare il resto dei soldi esatto. Roba da non credere per una che sbagliava a scambiare i soldi quando giocava a Monopoly. Il ritorno al lavoro è argomento sicuramente di un prossimo post, devo parlarne, visto che praticamente sono di nuovo disoccupata e mamma a tempo pieno; devo parlarne perché per una come me lavorare anche solo 3 giorni a settimana è stato una valvola di sfogo, è stato ritrovare me stessa, è stato riconoscere delle capacità che temevo perdute.

Ma soprattutto è stato UNO SCONTRO DIRETTO CON LE ADOLESCENTI DI OGGI. E per adolescenti intendo proprio le 16/17enni che ora vi dico e vi farete 4 pianti. Per le risate, spero.

Questo progetto lavorativo prevedeva il coinvolgimento di ragazzi che appartengono alle scuole superiori, e che partecipano al progetto “ALTERNANZA SCUOLA/LAVORO”, la riforma voluta da Renzi secondo cui i ragazzi delle scuole superiori devono, durante gli ultimi 2 anni di liceo, fare corsi, tirocini, stages NON RETRIBUITI per iniziare a fare esperienze lavorative e formative già da minorenni.

Non sto qui a sindacare sulla giustezza o meno della cosa, ma voglio raccontarvi l’impatto che io ho avuto con queste ragazze. Sempre connesse su Facebook e Instagram a postare, spettegolare su qualcosa, su ciò che era successo la sera prima, su quanto erano belle le foto scattate e cosa si sarebbero messe il sabato sera successivo.  E a fronte di ciò mi permetto di dire una cosa che sicuramente anche voi starete pensando:

PER FORTUNA CHE QUANDO IO ERO ADOLESCENTE I SOCIAL NETWORK NON ESISTEVANO.

Cioè… ma ve lo immaginate farsi i selfie con frangetta anni’90, zainone Invicta e disagio adolescenziale?

Io che quando avevo 17 anni mi vergognavo della macchina fotografica, che quando dovevamo fare la foto di classe avevo le crisi di identità e mi venivano le paturnie, io che mi vestivo alla cacchien e mi truccavo ancora peggio.

Sembra che oggi tutto questo sia sparito. Le 16enni non sono più sedicenni ma sembrano 20enni. Il look curatissimo che mi sembrava di sfogliare un Glamour, i discorsi “da grandi” che non riuscivo a tratti a seguire. Anche gli amori e le cotte sono cambiate. Non più spiare dalla recinzione della scuola il tizio della classe avanti alla tua (che ti piace da morire): OGGI C’È CERCARLO SU INSTAGRAM, COMMENTARE LE FOTO, LASCIARE CUORICINI. E la cosa mi sembra davvero molto asettica.

Nei momenti di pausa dal lavoro, che passavo ovviamente con loro, veramente dovevo fare uno sforzo per convincermi di avere davanti delle ragazze di scuola superiore piuttosto che delle ragazze universitarie. Lo so, lo so, c’è l’evoluzione sociale, il progresso dei tempi… ma davvero non so cosa aspettarmi io tra 10 anni. Perché tra 10 anni i miei figli saranno adolescenti, e tremo al solo pensiero. Perché per quanto io possa essere “presente”, il contesto sociale avrà anche la sua influenza.

Un giorno scherzando ho detto loro che forse è stata colpa degli omogeneizzati che hanno portato a questo sviluppo EXTRA e allora io mi sono rincuorata e ho pensato “Daje che io non gliene ho mai dati!!!”.

Lo so, sono una cazzarona, è un dirscorso che lascia il tempo che trova, ma immagino gli insegnanti che ogni giorno hanno a che fare con queste cose… voi che dite, andrà sempre peggio?

Piccola parentesi: un giorno mentre eravamo in pausa e stavamo parlando, mi hanno detto “Ah, è vero! Sei una mamma! Io me lo dimentico che sei mamma! Anche perché non sembri una mamma!”. Non so come interpretarla, io ho riso e ho ringraziato ma boh? Forse sarà stato un complimento… ahahahah!

Non voglio che sembri un discorso da “Eh, ai miei tempi…”…no. Non è vero. Voglio proprio dirlo: “EH, AI MIEI TEMPI NON ERA COSÌ!” . Meno male che non avevo Facebook, Instagram, Whatsapp

Ma voi, mamme di adolescenti… COME FATE?!?!?!? Ditemi che c’è speranza, e che non tutto è perduto!

Lav

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